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02/09/2017 | 11:30

E' quanto emergerebbe nell'inchiesta penale che vede indagata una maestra di una scuola di Casarano. Risponde delle ipotesi di reato di maltrattamenti verso fanciulli e lesioni personali. Il pm ha avanzato una anche una richiesta di sospensione in vista dell'inizio del nuovo a.s.


Crocifisso in aula


Casarano. "Educava"gli alunni in tenera età, attraverso schiaffi, urla e strattonamenti? È quanto emergerebbe nell'inchiesta penale della Procura di Lecce che vede indagata una maestra, prossima alla pensione, di una scuola elementare di Casarano. Risponde delle ipotesi di reato di maltrattamenti verso fanciulli e lesioni personali.

Il pm Maria Rosaria Micucci ha inoltre avanzato una richiesta di sospensione dall'insegnamento, in vista dell'inizio del nuovo anno scolastico. L'istanza è ora al vaglio del gip Edoardo D'Ambrosio e la maestra verrà ascoltata nei prossimi giorni.
 
Secondo la tesi di una ventina di genitori, la maestra durante l'anno scolastico 2016/2017, avrebbe tenuto una serie di comportamenti quanto meno irrituali per il ruolo ricoperto. 

La madre di un alunno portatore di protesi acustica riferì al Dirigente Scolastico che il figlio sarebbe stato colpito con uno schiaffo all'orecchio e durante l'ora di ginnastica, sarebbe stato richiamato duramente con il fischietto. Ciò avrebbe provocato un forte disagio interiore nello scolaro.

Altri genitori, invece, avrebbero appreso dai figli un altro episodio inquietante: la maestra li avrebbe costretti a saltellare dinanzi ad un crocefisso per scacciare il diavolo. Anche in questo caso, i bambini avrebbero subito gravi conseguenze, come improvvisi sbalzi di umore, crisi di pianto ecc. 

Venne così aperto un procedimento disciplinare scolastico che però si concluse con un semplice "richiamo" nei confronti della donna. La maestra si è sempre difesa strenuamente di fronte a queste infamanti accuse. Anzitutto, sostenendo di non aver mai alzato un dito nei confronti degli scolari e tantomeno contro l'alunno portatore di protesi acustica ( sottolineando di non esserne a conoscenza). Riguardo l'uso " smodato" del fischietto ha riferito di averlo utilizzato semplicemente per evitare che qualcuno si allontanasse dal gruppo. Infine, sull'episodio del crocefisso ha fornito la propria versione dei fatti.  La docente è molto cattolica e semplicemente si sarebbe raccomandata con gli alunni di comportarsi bene, ricordando loro -indicando il crocifisso collocato in classe- che "Gesù ci guarda".


Nel frattempo però la madre dell'alunno portatore diprotesi, presentò una denuncia in Procura. Scattarono gli accertamenti investigativi, vennero ascoltate i genitori degli alunni e alla fine, la maestra è finita sotto inchiesta.




Autore: Angelo Centonze

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